mercoledì, Giugno 26

Al Teatro Vittorio Emanuele non convince “Sei” di Sframeli e Scimone

C’era tanta attesa per “Sei”, la rivisitazione del classico pirandelliano “Sei personaggi in cerca d’autore” di Spiro Scimone per la regia di Francesco Sframeli.

Assieme a loro sul palco: Gianluca Cesale, Giulia Weber, Bruno Ricci, Francesco Natoli, Mariasilvia Greco, Michelangelo Zanghì, Miriam Russo, Zoe Pernici.

Per la prima volta, la Compagnia Scimone Sframeli ha portato in scena un testo del grande Pirandello, una prima volta che però non ha convinto per nulla il poco pubblico presente in sala ( lo spettacolo previsto nel weekend, è stato spostato nelle sere di martedi e mercoledi).

L’idea di stravolgere il testo – denuncia pirandelliana del Teatro degli anni 20 – tagliando scene, riducendo al minimo il numero dei personaggi (assolutamente incomprensibile l’assenza di Madama Pace), tagli e aggiunte di dialoghi e ruoli “distribuiti” tra il Capocomico ed i suoi attori, ha disorientato gli spettatori e determinato negativamente l’intera trasposizione.

Come il Maestro, gli attori e autori messinesi osano, anche fin troppo, ma lo fanno in maniera diversa, sottolineando in un certo senso la crisi, o forse il cambio di funzione del teatro stesso ma senza convinzione.

Il dramma, l’illusione, la vergogna ed il pentimento scalfiscono appena l’anima dei personaggi.

Allo spegnimento delle luci, lo spettatore si trova in scena una Compagnia formata da due attori, due attrici e il capocomico, intenti a provare uno spettacolo che forse, non debutterà mai.

Prima dell’inizio della prova, improvvisamente, un corto circuito lascia al buio tutto il teatro. Per riaccendere la luce, uno degli attori va alla ricerca dell’introvabile tecnico.

La luce arriverà solo con l’apparizione, in carne ed ossa, dei Sei Personaggi, rifiutati e abbandonati dall’autore che li ha creati anziché dalla platea, direttamente da dietro le quinte.

Sono proprio Il Padre, La Madre, La Figliastra, Il Figlio, Il Giovinetto e La Bambina ( l’inquietante bambola radiocomandata) che illuminano il teatro, con la speranza di poter vivere sulla scena il loro “dramma doloroso”. I componenti della compagnia, sconvolti da questa improvvisa apparizione, pensano che i “Sei” siano solo degli intrusi o dei pazzi e fanno di tutto per cacciarli via dal teatro. Ma, quando il Padre, inizia il racconto del “dramma doloroso” che continua a provocare sofferenze, tensioni e conflitti familiari; l’attenzione e l’interesse da parte degli attori e del Capocomico, verso i personaggi, cresce sempre di più e l’idea di farli vivere sulla scena diventa sempre più concreta e necessaria.

Poco più di un’ora la durata del bignami Sei.

Nulla da criticare sulla tecnica degli interpreti, ottimi attori riconosciuti, molto di più invece sull’intera scrittura e regia, troppo sgangherata e “pompata” e colma di buchi neri, specialmente nell’intonazione e nell’interpretazione di tutti i personaggi, voci monocorde esageratamente drammatiche ed impostate alquanto fastidiose, in particolar modo ne la Figliastra, ruolo chiave ed importante assieme al Padre e al Capocomico (qui delegittimato del proprio ruolo).

Il fantasma di Madama Pace riecheggia in scena, determinante ed incomprensibile l’assenza dalla scena di una figura chiave, mette in evidenza i limiti della rivisitazione di Scimone.

Uno spettacolo difficile, con un ritmo lento e a lunghi tratti noioso con un copione sgangherato che implica una recitazione sconclusionata.

Ad alleggerire il ritmo, i movimenti all’unisono della compagnia teatrale in antitesi alla statica e melodrammatica postura della famiglia allargata fronte a loro, rotta a tratti dalle risate esasperate della Figliastra e dall’urlo poco credibile della Madre, eccezionalmente in verde rispetto al classico vestito nero “originale”.

Gli spettatori costretti a subire la verità del dramma ma anche la negazione dello stesso, tra disperazione e un’ironia forse un po’ troppo scontata in una storia che non indica mai la luce con un finale scialbo ed irritante che ha come unico pregio, quello di salvare la platea da questo scempio.

Stasera doppia replica alle 17.30 e alle 21.

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