domenica, maggio 27

Al Vittorio Emanuele in scena “La scuola”, la commedia più divertente dell’anno

Con La Scuola, si è con conclusa alla grande la stagione di prosa del Teatro Vittorio Emanuele. In un teatro gremito è andata in scena la pièce cult anni 90 di Domenico Starnione, per la regia di Daniele Luchetti, guidata da un grande Silvio Orlando. Vent’anni dopo Orlando e Luchetti han voluto riprendere quell’esperienza teatrale e portarla in scena con cast che non sbaglia un tempo comico.

Prima dell’inizio, il Presidente Luciano Fiorino, il Sovrintendente Egidio Bernava ed i direttori artistici Simona Celi e Matteo Pappalardo, hanno ringraziato il pubblico messinese per aver supportato questa lunga e difficile stagione teatrale, che continuerà la programmazione con la lirica e la sezione musica.

Un cast stellare, composto da bravi attori noti della tv. Gli insegnati Maria Laura Rondanini, Antonio Petrocelli, Roberto Nobile ( il giornalista della serie Il Commissario Montalbano), Roberto Citran, Vittorio Ciorcalo ed ovviamente i protagonisti assoluti, Vittoria Belvedere e Silvio Orlando, nei panni dei prof Baccalauro e Cozzolino.

Il testo di Starnone è una bella fotografia ormai sbiadita di una decade – quella di inizi anni ’90 –  tanto diversa da oggi, immagine di un sistema scolastico che non esiste più, mostrandosi più vera e più sincera rispetto ad oggi. Orlando/Cozzolino, è circondato da colleghi invidiosi, furbi, incapaci e disinteressati ad confrontarsi con gli adolescenti coi quali hanno a che fare.

C’è l’ingegnere odioso (Antonio Petrocelli) però amato dal preside, doppio lavoro e flirt facile nei confronti di colleghe e alunne; l’insegnante di religione (Vittorio Ciorcalo) il cui cattivo odore non nasconde una morale tutt’altro che evangelica; il professore di francese (interpretato da un agguerrito e instancabile Roberto Nobile, immensa spalla comica) alticcio prf di francese, ossessionato dal desiderio di vedere i propri alunni – definiti beduini –  zappare la terra al motto di “la cultura e lo studio non sono per tutti”, che arriva sfinito e devastato pregando i  colleghi: “almeno uno fatemelo bocciare”; o ancora la professoressa di Storia dell’Arte (Maria Laura Rondanini) anch’essa innamorata più del proprio ego che del futuro dei ragazzi. Unica figura vicina  a quella di  Cozzolino  è la Baccalauro, l’insegnante di ragioneria dalla personalità nevrotica ma altruista e appassionata del proprio lavoro. A riunirli tutti in palestra  per gli scrutini finali, Citran  il preside ignorante e senza personalità.

Il tutto chiaramente ruota attorno agli studenti ed in particolare al Gardini, figura centrale mai in scena.

Quella debuttata ieri sera, è senza alcun dubbio la commedia più divertente dell’anno, in cui il pubblico ha riso ed applaudito più volte ( evento rarissimo nel nostro teatro), dall’inizio alla fine. Citando il prof Cozzolino, umanista dal cuore tenero, sempre pronto ad immolarsi per i suoi ragazzi, pronto a difenderne qualunque stramberia ( o dote artististica), “una risata ogni tanto fa bene”.

Tantissime le battute divertenti, da quelle “razziste” ed esasperate del prof di francese sul perché ha avuto in 35 anni solo alunni beduini e nessun esponente della classe dirigente, all’ignoranza del preside culminata col “balcone di giuliana” o dalla totale sconoscenza di Kafka, sino alla classica, “la scuola è un bordello”.

Esilaranti i siparietti sul cattivo odore emanato perennemente dal prof di religione.

Nella storia si scontrano non solo due modi di intendere l’istruzione, ma anche due mondi etici e politici differenti che oggi non esistono più, in grado di evidenziare come siano ancor più complessi adesso il sistema scolastico, la società, la politica, i giovani.

Il finale che non sveleremo è un gioiello inaspettato, la ciliegina finale su una discreta stagione di prosa e di uno degli spettacoli più riusciti. Alla fine con una meritata ovazione, la platea ha omaggiato gli artisti con lunghi e convinti applausi. Spettacolo in scena sino a domenica 15 aprile.

 

 

 

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