sabato, Agosto 24

Barbarossa a Marinello e Silvestri all’alba di Tindari chiudono l’Indiegeno fest 2019.

All’insegna del cantautorato romano si è conclusa la sesta edizione dell’Indiegeno Fest 2019, con due concerti che i partecipanti ricorderanno a lungo per le suggestive location.

Nel tardo pomeriggio di ieri, è stato svelato il Secret Artist dell’ormai consueto e tanto atteso concerto a sorpresa nella riserva orientata dei laghetti di Marinello.

Da giorni circolavano sui social i nomi di Max Gazzè, Alex Britti e Roy Paci, alla fine a spuntarla è stato Luca Barbarossa.

Evitabile “sgomento” ed effettiva sorpresa per i giovanissimi che non conoscono il cantautore romano, delicata penna del cantautorato romano di fine anni 80, protagonista di una giovane generazione che ha portato al successo tra gli altri Zucchero, Ramazzotti, Raf.

Dopo l’opening a cura dei Joe Victor, Poco dopo le 21 Luca Barbarossa accompagnato unicamente dalla sua chitarra acustica, sorridente ed emozionato al contempo, si presenta al numeroso pubblico indiegeno accorso in spiaggia sin dal pomeriggio.

Catapultati a suonare in un contesto naturale unico come quello dei laghetti, non ha mai lasciato indifferenti tutti coloro i quali hanno avuto la fortuna di esibirsi in questo scenario magico, e Luca ne è stato consapevole sin da subito.

Il simpatico Luca ha giocato d’astuzia e di mestiere, “presentandosi” umilmente a chi non lo conoscesse la sua storia ed il suo repertorio, scherzando ed interagendo, pezzo dopo pezzo,  raccontando aneddoti e genesi delle canzoni.

Nove le canzoni eseguite per un’ora di concerto, aperto con una delle sue canzoni più belle, “Roma Spogliata” seguita da “Aspettavamo il 2000” e dalla più nota “Via Margutta”, omaggio alla sua strada e alla sua città, brano del 1987 che gli diede tanta notorietà.

Non son mancati brani dialettali quali “La dieta” e “Passami er sale” presentata al Sanremo del 2018,

nè i riferimenti politici di ieri e tristemente attuali della politica “Yuppies”.

La hit “Portami a ballare”, intorno alle 22, ha spento le luci sul secret show del 2019.

Un assaggio del succulento buongiorno che gli organizzatori hanno preparato per l’evento clou della kermesse, ovvero il concerto di Daniele Silvestri all’alba nell’ancor più suggestiva cornice del Teatro Greco di Tindari.

Come detto dallo stesso Daniele a fine concerto, una scommessa vinta, dalla Leave Music che l’ha proposta all’artista che l’ha accettata.

In un teatro quasi esaurito, con la gente in fila dalle 4.00, con ancora il finire della notte a sfiorare il nuovo giorno che nasce, in un’ atmosfera magica il giovane Yuman ha presentato i suoi nuovi ultimi singoli, oltre ad una bella cover di Somebody to love.

Mentre il cielo sulla baia di Falcone inizia a colorarsi, i dintorni a svegliarsi, alle 5.43 Silvestri e la sua band tra gli applausi raggiungono il palco del teatro.

A suggellare l’inusuale performance, l’assenza del palco, regalando ai musicisti e al pubblico di godere della totale bellezza circostante del teatro.

Subito dopo l’iniziale “Prima di essere uomo”, Silvestri “provoca” i presenti con “non ci credevate che l’avremmo fatto eh? E noi si!”, a seguire “Monetine” e la breve “Ma che discorsi”, interrotta dopo poche strofe a causa di leggero malore di una spettatrice della primissima fila.

Dopo pochi minuti riprende il live con lo stesso Daniele a scherzare con lei sulla scaletta per sdrammatizzare l’accaduto, riprendendo con la bella “Strade di Francia”, una delle canzoni più amate dai fans.

Ma le sorprese e gli imprevisti son sempre dietro l’angolo e subito dopo “salta” l’amplificatore del chitarrista.

Nell’attesa della sostituzione, il cantatore romano regala ed improvvisa al piano il brano “La seconda a sinistra”, anticipato da un ironico “ è quel concerto lì”.

Superato anche questo empasse, “Le cose in comune” accoglie alle 6.10 l’incantevole alba coinvolgendo inevitabilmente pubblico e  band, un’alba lunghissima completata con “Manifesto”.

Ora alla chitarra, ora al piano, Silvestri snocciola brani meno noti e più impegnati del suo vasto repertorio, omaggio all’unico concerto della sua estate, prima del tour autunnale di supporto all’ultimo disco.

Un filotto di brani dai chiari sentimenti sociali e politici, affrontati con la classica delicatezza poetica del cantautore romano, da sempre interprete di messaggi sociali oggi praticamente inesistenti nell’attuale panorama musicale.

Brani che facevano riflettere e facevano male allora come oggi.

“Il mio nemico”, “L’autostrada”, “Le navi”, “La mia casa”( intesa come luogo di nascita ed appartenza o come mondo senza confini e distinzioni), sino al momento più toccante e veramente inatteso del concerto-evento: la presenza di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo e la toccante dedica ( con l’intera platea in piedi ad applaudire) de “L’Appello”, perché “27 anni sono tanti dal quel maledetto 19 luglio ed è giusto cantarla anche se è il 7 o l’8 agosto).

Borsellino coi pugni giunti e gli occhi lucidi ringrazia i presenti sventagliando tanti cartoncini rossi, in memoria della “scomparsa” agenda rossa del giudice.

“Argento vivo”, successo del recente Sanremo,  scalda il pubblico verso il gran finale con la bellissima “Occhi da orientale”, la “disco” “Gino e l’alfetta” e “Salirò”, forse uno dei testi più deboli della sua discografia, e proprio per questo motivo quello di maggior successo.

In un grande sole ormai sorto ed un caldo asfissiante per essere appena le 7.20  il bis totalmente non previsto composto dalla chicca “Aria” e dalla coinvolgente “Testardo”, introdotta da “Daniele ma chi viene a vederti all’alba? Famola sta cazzata, perché so testardo!), che fa finalmente alzare il pubblico in piedi ad urlare “mortacci tua” prima del gran finale “Cohiba”, inno a Cuba, al Che e ad una sinistra ormai lontano ricordo.

Nel complesso un live molto bello ed intenso, più di quanto ci si potesse attendere, e non poteva essere diversamente, quante volte capita di suonare o assistere ad un concerto (soprattutto dalle nostre parti) alle 5 del mattino? Un evento simile meritava una scaletta ed un’esibizione speciali e così è stato.

Tra il secret show con troppi alti e bassi dello scorso anno a Marinello e lo spettacolo offerto stamane, Indiegeno e Silvestri hanno regalato 2 concerti molto diversi tra loro e soprattutto dai “soliti” live palazzetti e teatri, e quindi inequivocabilmente più belli.

Perfetta conclusione di questa partecipata e variegata sesta edizione, in attesa di chissà quale altra follia per la prossima.

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