domenica, giugno 24

Cateno De Luca abbandona il dibattito con i candidati: “Bramanti aveva le domande, è una vergogna!”

L’on. Cateno De Luca lascia il dibattito organizzato stamani da Tempostretto.it perché ritiene che il candidato a sindaco Dino Bramanti abbia ricevuto in anticipo le domande rispetto agli altri candidati. “Ho visto – spiega De Luca – per caso gli appunti del prof. Bramanti ed ho notato che aveva già le domande che sono poi state poste durante il dibattito con le risposte già (da lui?) preparate. Gli organizzatori avevano assicurato che avremmo avuto lo stesso tempo per esprimerci su determinati temi ma non erano stati anticipati quali sarebbero stati gli argomenti. Ho chiesto davanti a tutti a Bramanti di far vedere il taccuino ma non lo ha fatto, confermando i miei sospetti. Questo fatto è gravissimo perché aiutare un candidato rispetto agli altri è scorretto, mira a  falsare il confronto e, soprattutto, rischia di  mortificare tutti quei professionisti dell’informazione che fanno invece correttamente il proprio lavoro.”
“La  medesima situazione – ha aggiunto Cateno De Luca – si è verificata per il sondaggio lanciato da tempostretto.it tra i suoi lettori di tutto il mondo. Tale consultazione, sia pure discutibile sotto il profilo tecnico, ha confermato il gradimento assoluto nei miei confronti, mentre il professore Bramanti era terzo e poi magicamente secondo con un pacchetto di mille voti farlocchi beccati prontamente dai tecnici di tempostretto ed eliminati il giorno dopo. Comprendo che ancora la sig.ra Brancato sia rimasta legata al suo amore di cinque anni, fa tale Francantonio Genovese, ieri mentore e sponsor di Felice Calabrò, oggi di Dino Bramanti. Lo comprendo umanamente, ma non posso giustificarla. A nulla è valsa la mia richiesta al proprietario del giornale, Pippo  Trimarchi, di chiedere a Bramanti di rendere pubblico il contenuto del suo taccuino con la mia disponibilità a chiedere pubblicamente scusa se mi fossi sbagliato. Anche qualche persona presente in sala tra il pubblico ha chiesto a Bramanti di rendere pubblico il contenuto del taccuino, ma egli, sorpreso con le dita nella marmellata, si è prontamente rifiutato. Evviva la legalità e la democrazia”.

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