martedì, novembre 13

Cisl: “Messa in liquidazione Atm e costituzione società pubblica, è questo il futuro della mobilità urbana”

«Prima la messa in liquidazione della vecchia Atm. Poi la costituzione di una società pubblica in house providing». Parte da qui, per la Cisl, il futuro della mobilità urbana. Lo hanno evidenziato i rappresentati della Cisl al tavolo tematico tenutosi nel pomeriggio a Palazzo Zanca sul futuro dell’Azienda Trasporti. «La nuova società, come già concordato, sarà pubblica e patrimonializzata attraverso la cessione degli immobili per favorire un nuovo piano di investimenti – afferma il segretario provinciale della Fit Cisl Messina, Lillo D’Amico – L’azienda non soltanto assorbirà gli attuali servizi alla comunità che fornisce Atm ma prevederà anche la possibilità di ampliarli. Abbiamo evidenziato ancora una volta che secondo noi la nuova Atm deve essere il soggetto che deve governare e gestire tutta la mobilità della città di Messina e non solo. Riteniamo sia soluzione auspicabile tenere, alla nuova Azienda Trasporti, la porta aperta per erogare servizi anche al di fuori dell’ambito comunale».

Si è discusso anche del progetto del nuovo tram con l’illustrazione delle strategie previste a breve, medio e lungo termine. «Il mantenimento e l’adeguamento del tram inserito nel piano di investimenti – continua D’Amico – garantirà un miglioramento dell’attuale offerta del servizio, risolvendo positivamente le criticità esistenti in questo momento».

Amam. «Il tavolo tematico su Amam è servito a definire i temi all’ordine del giorno approfondendo soprattutto le questioni relativi ai contratti a tempo determinati cessati o in fase di cessazione». A spiegarlo è il segretario generale della Femca Cisl di Messina, Stefano Trimboli, al termine dei lavori che sono durati tutta la mattinata e nel corso dei quali l’Amministrazione comunale ha dimostrato di essere disponibile a scrivere un percorso di stabilizzazione, così come la Femca Cisl suggeriva da tempo, all’interno del perimetro previsto dalla normativa vigente sulla Pubblica Amministrazione e sulle società partecipate. «I lavoratori ex Cea, al momento non più in azienda – spiega Trimboli – potranno costituire riserva in un bando pubblico che valorizzerà i requisiti normativi da loro acquisiti nel periodo lavorativo trascorso all’Amam. Mentre per gli ex Agrinova  si stanno valutando tutte le possibilità normative che, ove possibile, potrebbero portare ad una stabilizzazione all’interno della stessa Amam. Tra l’altro un’ipotesi avanzata dalla stessa Amministrazione comunale».

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