martedì, agosto 14

Comune di Messina, ipotesi Contratto collettivo decentrato integrativo 2018/2020

La Uil-Fpl di Messina, attraverso una nota firmata da Pippo Calapai, Farbrizio Nicosia ed Emilio Di Stefano, rispettivamente segretario generale, responsabile provinciale e segretario aziendale, denuncia l’ipotesi di contratto “capestro”, sottoscritto da Cgil, Cisl e Csa, con il Comune di Messina.

“Lo scorso 28 dicembre – si legge nella nota – , nonostante le nostre dichiarazioni di forte contrarietà, è stato sottoscritto da CGIL, CISL ed CSA l’ipotesi di contratto- parte giuridica- per gli anni 2018/2020.  Un contratto assemblato dal Direttore Generale a totale svantaggio dei lavoratori. Con poche pagine hanno cancellato la maggior parte delle tutele conquistate in anni di lotta sindacale.  Neanche il peggior Brunetta avrebbe potuto pensare ed ottenere dai sindacati firmatari un compromesso così penalizzante per i diritti giuridici e salariali di tutti i dipendenti che non saranno incaricati di Posizioni Organizzative e Alte Professionalità. Come da copione di fine anno, siamo stati convocati, la sera per l’indomani, per la sottoscrizione dell’ipostesi in barba ad ogni principio di correttezza di relazioni sindacali nel rispetto dei tempi di convocazione, atteso anche che la bozza trasmessa risulta essere non corrispondente, nel merito, a quanto discusso solo in linea generale nei tavoli ufficiali di trattativa. Ancora non ci capacitiamo di come i colleghi sindacalisti abbiano potuto valutare gli effetti di detta ipotesi cosi in poco tempo e sottoscriverne il contenuto assolutamente capestro per i dipendenti che anche loro rappresentano. La domanda sorge spontanea: Hanno firmato il tutto sulla fiducia? O forse ne avevano parlato in tavoli non ufficiali e pertanto ne erano già a conoscenza?  O, ancora peggio, hanno valutato solo quello di loro diretto interesse? Bel risultato”.

I rappresentanti sindacali della Uil-Fpl sono fortemente contrariati e denunciano come “Di fatto sia stato firmato un assegno in bianco di circa 3.200.000,00 euro per quanto riguarda la “Produttività” e una delega in bianco per l’individuazione dei dipendenti per le “ Specifiche Responsabilità” e per i “Progetti obiettivo” per i quali non è più previsto alcun limite di finanziamento rispetto al 10% previsto con il vecchio contratto.  A nostro avviso viene messa nelle mani della discrezionalità burocratica una pericolosa arma che avvantaggerà pochi dipendenti a discapito di tanti altri che non godono o non godranno di “simpatia” (in termini professionali si intende) del potere amministrativo di turno. Ancora oggi non comprendiamo la necessità di sottoscrivere un contratto così importante con tale urgenza, se si considera che il giorno precedente, il 27/12/2017, si era stato già raggiunto l’accordo unanime per il CCDI 2017 -parte economica- che permetterà comunque la liquidazione del salario accessorio, la produttività e le indennità di responsabilità per l’anno 2017 con gli stessi criteri e importi stabiliti per gli anni precedenti, e, soprattutto, attiverà la Progressione Economica Orizzontale per il 50% degli aventi diritto con decorrenze 01/01/2017. Anche rispetto a quest’ultimo accordo relativo all’anno 2017, non possiamo non esprimere il nostro disappunto per la mancata attenzione ricevuta dal personale stabilizzato negli anni 2015 e 2016, in quanto non sono state destinate le somme per la P.E.O. pregresse, così come proposto dalla UIL, necessarie a restituire equità e giustizia fra gli stessi. A questo punto, a nostro avviso, contro tale arroganza e furbizia resta da percorrere solo la via giudiziaria per restituire dignità ai lavoratori tutti. Non ci faremo distrarre da niente e da nessuno ed a breve vi chiameremo in assemblea per chiarirvi ancor di più nel dettaglio affinché possiamo insieme decidere come contrastare le arroganze del potere burocratico e sindacale che genererà nel prossimo futuro inevitabili soprusi nei confronti della maggior parte dei lavoratori, semmai dovesse essere approvato questa ipotesi di CCDI 2018/2020”.

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