giovedì, agosto 16

De Luca avvia la sua personale crociata contro le baracche. Tutti fuori entro il 31 ottobre!

«O eliminalo le baracche o eliminiamo il sindaco di Messina!» esordisce così il primo cittadino Cateno De Luca annunciando l’ordinanza con al quale ha disposto lo sgombero entro il 31 ottobre di tutte le persone che vivono nelle baracche. Un’ordinanza choc che non ha precedenti nella storia di Messina e che si presenta come una vera e propria crociata. «Ieri verso le ore 20:00 in prefettura si è concluso il confronto con il Prefetto Vicario, Maria Carolina Ippolito,- prosegue il sindaco- a seguito di un serrato confronto sulla bozza di ordinanza sindacale riguardante lo sgombero e la demolizione delle baracche». De Luca chiede di non essere lasciato solo «a gestire oltre cento anni di ipocrisia e malagestio. Il Governo Nazionale deve prendere atto e dichiarare lo stato di emergenza abitativa con apposite procedure d’urgenza e relativi fondi diversamente io sono pronto ad esercitare comunque le mie prerogative di massima autorità locale in materia di igiene e salubrità e di protezione civile». De Luca stamattina si deve incontrare a Palermo con l’assessore Marco Falcone. «Io non so cosa mi succederà però, dopo aver analizzato quasi 30 anni di chiacchiere dalla famosa legge 10/90, mi sono convinto che le istituzioni regionali e statali debbano essere messe di fronte al fatto compiuto- e conclude -. Ora vediamo chi tenterà di fermare un percorso irreversibile che apre scenari delicati e pericolosi». A far scattare la decisione del primo cittadino è stato il servizio andato in onda su Rai due nel quale l’inviata si è recata a Fondo Fucile e ha raccontato lo stato in cui vivono i baraccati. Quindi si è recata dal sindaco e qui De Luca ha manifestato la sua intenzione di risolvere «il problema del risanamento, demolendo tutte le baracche rimaste in piedi». Non è finita la giornata e ha emesso l’ordinanza. Oltre allo sgombero dispone che successivamente si proceda con «la demolizione, entro il 31 dicembre 2018, di qualsiasi manufatto che insiste nei richiamati ambiti». Le zone in cui intervenire sono quelle definite dai sette Piani particolareggiati redatti all’indomani della legge 10 del 1990. Dall’Annunziata a Giostra-Ritiro-Tremonti, da Camaro-Bisconte all’area di Fondo Saccà, Gazzi-Fondo Fucile-Rione Taormina, Santa Lucia-San Filippo e Bordonaro-San Filippo Superiore. Quindi chiede al segretario comunale di predisporre la delibera con la quale chiedere al «presidente della Regione siciliana, come previsto dalla legge 225 del 24 febbraio 1992, di avviare l’iter procedimentale e di investire il Governo nazionale della gravissima situazione igienico-sanitaria che persiste nel territorio del Comune di Messina, al fine di ottenere la dichiarazione di stato di emergenza socio-ambientale per fronteggiare una situazione endemica di degrado ed evitare ulteriori pericoli o danni ancor maggiori a persone e cose».

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