martedì, novembre 13

De Luca ha deciso: “Mi dimetto dall’Ars, continuerò a fare il sindaco di Messina”

Cateno De Luca ha ceduto alle pressioni di coloro i quali chiedevano di scegliere tra il ruolo di Sindaco di Messina e quello di deputato regionale all’Ars. Il primo cittadino ieri, durante il suo comizio in piazza Unione Europea, ha letto una lettera inviata al Presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, con la quale annuncia le sue dimissioni da parlamentare siciliano per dedicare la sua attività politica alla città dello Stretto. De Luca aveva posticipato le sue dimissioni al termine dell’iter delle approvazioni delle delibere inerenti il “Salva Messina”. Questo suo rinvio aveva scatenato polemiche da più parti e ieri ha rotto gli indugi. La missiva è stata consegnata al Sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, primo dei non eletti, che prenderà il posto di De Luca all’Ars.

Il comizio del Sindaco di Messina ha preso il via intorno alle 18 ed il primo argomento ha riguardato la vicenda dello Stadio Franco Scoglio. De Luca ha ribadito che la Scia adesso è stata presentata della due società Acr Messina e Città di Messina, pertanto il problema del pubblico, al momento, è risolto. “Pensate -ha chiosato il sindaco- che la scorsa stagione non c’era neanche la polizza assicurativa per coprire gli eventuali danni. Se andate a vedere come è ridotto il Franco Scoglio, vi renderete conto perché dico che è finito il tempo che gli impianti sportivi siano il pisciatoio delle società”.

Cateno De Luca ha proseguito con un attacco frontale a Uil e Cgil che hanno deciso una mobilitazione per il prossimo 31 ottobre. Ha ricordato che in Atm, al contrario del passato, nonostante la drammatica situazione finanziaria, tutti gli stipendi e i contributi sono stati pagati. De Luca ha chiarito un punto importante, che già era stato sancito con un emendamento votato dal Consiglio comunale: “Non ho mai parlato di privatizzazione dell’Atm, ma i sindacati sono poco attenti perché se avessero seguito i lavori del Consiglio comunale, avrebbero scoperto che un emendamento ha messo nero su bianco che l’azienda partecipata rimarrà pubblica”. De Luca ha spiegato che la “messa in liquidazione” è solo un passaggio tecnico per eliminare le “scorie” del passato e ripartire con una nuova società pubblica. “Sono questi i veri problemi dell’Atm, dai sindacati mi aspetto un contributo importante sul salvataggio dell’Atm, invece di parlare di orari e di tram”. De Luca non ha chiuso la porta a Cgil e Uil e li ha invitati ai prossimi incontri, affinchè diano il loro importante contributo. “Le prossime riunioni, non solo saranno a porte aperte, ma faremo anche le dirette su Facebook, così la gente si renderà conto chi rema contro e chi vuole dare il proprio contributo alla città. Purtroppo -ha proseguito De Luca- si vuole distrarre la gente su problemi marginali. Dove erano quando si decidevano le colate di cemento sulle colline e lungo i torrenti cittadini? Quando si facevano diventare strutture pubbliche, come l’Ospedale Piemonte, di tipo privato, quando si consentiva il business dei rifiuti e dei Servizi sociali, quando si consegnavano i lavori per la via don Blasco e mancavano tutte le autorizzazioni. Dove erano i sindacati?”.

De Luca ha ringraziato l’Autorità Portuale perché finalmente si farà il bando europeo per la gestione del Waterfont, compresa l’area fieristica, ed ha spiegato i motivi che hanno spinto l’attuale Amministrazione a fare il progetto del nuovo Palagiustizia nell’area del parcheggio di via La Farina, denominata “Fosso”. “Quando ho telefonato al Ministero, ho chiesto scusa per mezz’ora, perché non comprendevano come mai ci fossero 18 milioni mai spesi da 30 anni. In sintesi il vecchio progetto prevedeva una realizzazione con tempi di almeno 10 anni e la realizzazione non avrebbe soddisfatto neanche il 50% dell’utenza. La nostra sarà realizzata in 4 anni e avremo molti più spazi disponibili in un’area che è già nostra e non prevede nessun vincolo”.

De Luca ha parlato anche del Risanamento, preannunciando azioni eclatanti che potrebbero avere un’eco nazionale: “Dormirò in tenda e farò lo sciopero della fame. Voglio fare arrossire tutta l’Italia, Messina non dovrà essere più conosciuta come la città della baracche”. Non poteva mancare l’argomento Servizi sociali, con un attacco alla cooperativa Genesi che, a dire del sindaco, avrebbe favorito alcuni candidati alle elezioni regionali e assunto personale a scopo politico-elettorale. “I sindacati dicono che devo salvare i lavoratori -ha affermato De Luca-, mi chiedo, quali dovrò salvare, quelli assunti dopo le elezioni che hanno rubato il posto ad altri o quelli di prima che sono stati licenziati per lasciare il posto agli amici dei politici?”. De Luca ha ricordato che grazie alla sua mobilitazione, adesso alle scuole arriveranno finanziamenti diretti, senza predisporre alcun bando. Ciò consentirà la sistemazione e messa in sicurezza di molti edifici scolastici ridotti ai minimi termini. Infine, il Sindaco ha lanciato una proposta: “La percentuale sui tagli sui Servizi sociali, dovrà ricadere sugli amministratori in egual percentuale. E’ giusto che se si devono fare sacrifici, dobbiamo farli tutti”.

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