giovedì, agosto 16

Falcone. Si fingono medici della previdenza sociale e truffano un’anziana, tre giovani ai domiciliari

Antonino Bona, 23 anni; Giuseppina Fiaschè, 18 anni e Angela Sesta, 20 anni, tutti di Melilli, sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Gip del Tribunale di Patti su richiesta della Procura guidata da Angelo Cavallo. Devono rispondere di furto aggravato in concorso con modalità fraudolente ai danni di un’anziana. Il provvedimento nasce da indagini complesse dei Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto che hanno accertato come un gruppo di truffatori avesse preso di mira la Sicilia Orientale. Tra le vittime una donna di 80 anni, adescata alla fermata degli autobus.

INDAGINI E MODUS OPERANDI – Le investigazioni hanno documento come gli indagati agissero senza remore in pieno giorno, instaurando un legame di fiducia con le vittime, presentandosi come medici della previdenza sociale. All’anziana hanno fatto credere di poter usufruire di sgravi fiscali sull’acquisto delle medicine. Per questo, però doveva essere sottoposta a visita presso il suo domicilio. Veniva quindi indotta a salire su un’auto Ford Focus, rassicurata sulla loro buona fede simulando una telefonata a un parente stretto della malcapitata. Giunti all’appartamento dell’ignara anziana, le due false dottoresse entravano in casa e il terzo complice faceva da palo rimanendo a bordo dell’auto. La visita iniziava con la rimozione dei gioielli indossati dalla signora, mentre l’altra giovane donna depredava tutti i monili in oro dell’abitazione, compresa la fede nuziale, e la somma contante di 700 euro. Hanno praticamente svaligiato la casa e, con la scusa di avere dimenticato in auto l’apparecchio per misurare la pressione, sono spariti senza fare più ritorno. L’ottantenne ha percepito subito di essere stata derubata e ha presentato denuncia ai Carabinieri di Falcone, descrivendo per bene i fatti. Le indagini sono state avviate subito anche attraverso le immagini di videosorveglianza presenti in paese, le testimonianze della gente e con i tabulati di un telefono cellulare in uso agli arrestati. I tre autori del reato sono stati quindi identificati.

I Carabinieri stanno valutando il coinvolgimento dei tre anche in altri fatti avvenuti nella fascia tirrenica messinese e invitano le eventuali vittime a rivolgersi presso una delle Stazioni Carabinieri per sporgere denuncia.

 

 

 

tgme.it utilizza cookie sul proprio sito per assicurare un’eccellente esperienza di navigazione ai propri utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito. Tgme.it ha aggiornato la propria Privacy Policy nel rispetto della nuova normativa europea GDPR. Il mancato consenso sui cookie da parte dell'utente non permetterà una corretta visualizzazione del sito stesso. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi