giovedì, novembre 15

La confusione regna sovrana in casa Acr Messina, Modica resta, ma forse no…

Quella odierna è stata una conferenza stampa al limite del grottesco e del ridicolo. Oggi si attendeva la notizia ufficiale in merito alla riconferma del tecnico ed è arrivata, in un primo momento. Successivamente, il colpo di scena con il tecnico Giacomo Modica che ha detto qualcosa che ha lasciato di stucco il presidente Pietro Sciotto. Ma andiamo per ordine. La presenza del massimo dirigente dell’Acr Messina alla conferenza stampa, faceva già presagire la lieta novella. Qualche battuta di scherzo per stemperare gli animi, poi l’annuncio: “Giacomo Modica resta con noi anche il prossimo anno -ha affermato Sciotto-. Sapete quanto io ci tenevo affinchè il tecnico rimanesse a Messina e ci sono riuscito. Io sono uno zemaniano convinto e lui incarna quel tipo di calcio che a me piace tantissimo”. Poi il presidente ha fatto un excursus sulla stagione appena trascorsa ed ha affermato che non vuole commettere gli errori del passato, puntando su un eventuale ripescaggio, anche se è consapevole che non sarà semplice, considerato che il regolamento attuale prevede l’inserimento delle formazioni giovanili delle società di serie A: “Noi abbiamo alcuni parametri che potranno darci un buon punteggio nella graduatoria finale, ma dobbiamo considerare che solo un terzo delle squadre di serie D, potranno accedere al ripescaggio in serie C”. Ma quando la conferenza stampa stava per incalanarsi nei binari di normalità e le domande dei giornalisti erano rivolte in merito all’assetto societario, con eventuale ingresso di nuovi soci, e la riconferma dei giocatori graditi dal tecnico, Giacomo Modica ha fatto un’affermazione che ha gelato tutti i presenti: “Scusate -ha esordito il tecnico- qui si sta parlando di tutto, ma non della cosa forse più importante. Io ho atteso finora ed ho rifiutato anche società di serie C, perchè sapete quanto sia legato a questa piazza, ma adesso dico a voi giornalisti e al presidente che attenderò fino a domenica per sapere se i calciatori da cui intendo ripartire rimarranno, altrimenti lunedì mi riterrò libero”. Il presidente Sciotto, colto evidentemente di sorpresa e convinto che ormai l’accordo era stato raggiunto, ha cercato di ribattere alle affermazioni del tecnico ed incalzato dai giornalisti, ha dato risposte vaghe: “Io sono certo che Lavrendi rimarrà, presumo anche Migliorini, Bruno mi ha chiesto più del doppio dell’ingaggio dello scorso anno e Rosafio non penso rimanga perchè ha richieste da squadre di Serie C che puntano alla Cadetteria”. Quindi, si ripete lo stesso copione dello scorso anno. Il presidente Sciotto, invece di pensare di ingaggiare la figura societaria più importante, come quella del direttore sportivo, ritiene di potere intavolare -come ha fatto fino ad oggi- le trattative con i calciatori, cercando di strappare delle promesse verbali. Non è questo ciò che chiede Modica. Il tecnico è stato fin troppo chiaro: ci vuole un Ds che blocchi i giocatori più importanti per formare il nocciolo duro da cui potere ripartire il prossimo anno, sia che si giochi in Serie D per vincere il torneo, sia che si riparti dalla Serie C, in caso di ripescaggio. La sensazione netta è che il giocattolo si sia rotto definitivamente, ma ormai è giusto attendere la settimana prossima per comprendere meglio l’evolversi della situazione.

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