domenica, Luglio 5
Shadow

La “rivisitazione” dello Schiaccianoci di Volpini non convince il pubblico del Vittorio Emanuele

C’era tanta attesa ieri sera per la prima de Lo Schiaccianoci, messo in scena con le coreografie di Massimiliano Volpini, accompagnato dall’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele diretta dal maestro Giuseppe Ratti con le musiche del grande Cajkovskij.

Non è Natale senza lo Schiaccianoci, il più classico dei balletti ma non è Schiaccianoci se le rivisitazione di Volpini offuscano la fiaba del racconto di Hoffman! Soventemente è necessario donare nuove linfe e vesti ai classici del teatro, ma sovente è anche sì il rischio di osare troppo o stravolgere la bellezza dell’opera stessa.

Se da una parte bisogna dar merito alle bellissime scenografie di Erika Carretta e alle luci di Emanuele De Maria, dall’altra, solo confusione.

Unica certezza la bellezza delle musiche della “nostra orchestra”.

Confusione sul palco dettata da una caotica e frenetica modernizzazione del balletto, con troppi ballerini sul palco.

Lo Schiaccianoci come tutti noi lo conosciamo, a forma di soldatino pronto a sconfigge il Re dei topi per la giovane Clara, è solo un ricordo per il coreografo Volpini.

La magia dell’opera è stata sostituita dall’attualità delle periferie, i topi coi gendarmi, le ballerine in tutù da coppie svolazzanti su e giù per il palcoscenico,  il tradizionale albero di natale da un albero realizzato con materiale riciclabile, apprezzabile richiamo alle problematiche ambientali.

Niente festa nella lussuosa casa addobbata ma una sporca periferia dove abitano ribelli e senzatetto. Nessuna battaglia contro i topi ma un cruento scontro di strada contro “i cattivi”. Un muro che divide due strati di società e nessun soldatino a forma di Schiaccianoci ma solo un Fuggitivo pronto ad attraversare la barriera.

Le nuove ambientazioni sulla carta erano una validissima visione della fiaba di Clara e del suo Principe, ma nei fatti, è risultato uno spettacolo privo di emozioni, apprezzabile più per le scenografie che per tutto il resto, un vero peccato.

Persino l’atteso valzer dei fiori ha suscitato perplessità, con coppie di ballerini moderni a sostituire le ballerine classiche in punta di piedi ( ad eccezione di una a spiccare con un ombrellino rosso).

Quest’opera fa pensare che in tutti noi si possa sempre nascondere una piacevole sorpresa e che è importante coltivare i sogni custoditi in fondo ai cassetti perché potrebbero rivelarsi meravigliosi progetti di vita nuova o una grande, gigantesca sòlae a volte sarebbe meglio che i sogni rimanessero tali.


tgme.it utilizza cookie sul proprio sito per assicurare un’eccellente esperienza di navigazione ai propri utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito. Tgme.it ha aggiornato la propria Privacy Policy nel rispetto della nuova normativa europea GDPR. Il mancato consenso sui cookie da parte dell'utente non permetterà una corretta visualizzazione del sito stesso. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi