mercoledì, settembre 19

L’Amam presenta il “libro dei sogni”, De Luca: “Promesse elettorali, altro che cambiamento”

Per la prima volta nella sua storia, l’Amam, l’azienda che gestisce il ciclo integrato dell’acqua per Messina, si dota di un documento programmatico e lo presenta a ridosso delle prossime elezioni amministrative. Nel Piano operativo triennale 2018/2020 sono individuate le azioni di risanamento dell’Azienda e quelle di sviluppo dei servizi idrico e fognario.
IL Pot prevede investimenti per 134 milioni di euro e si basa su risanamento e riorganizzazione dell’Azienda per il miglioramento e lo sviluppo dei servizi resi ai cittadini. E’ suddiviso in diversi progetti. Quello denominato «H24» per un valore di poco inferiore ai 53milioni di euro, opera per la fornitura d’acqua 24 ore su 24 a tutti i messinesi in scenario 2022. Il progetto «Tutto pulito» , oltre 70milioni l’investimento stimato, ha l’obiettivo di eliminare ogni rischio di inquinamento. Il progetto «Nuove fonti» poco più di 3milioni e 200mila euro per diversificare le fonti di approvvigionamento idrico, i progetti su servizi tecnologie innovative nelle condotte e negli impianti, l’avvio dei primi concorsi pubblici per nuova occupazione a tempo indeterminato in azienda (47 profili di cui 2 dirigenti e poi ingegneri e geometri, amministrativi economisti, operai, periti elettrotecnici, informatici, esperti di qualità, esperti recupero crediti) per un ammontare complessivo di poco inferiore ai 7 milioni e 900 mila euro. Insomma una sorta di “libro delle favole” nel quale le promesse si sprecano davvero. Dall’acqua 24H su 24 alle eventuali assunzioni che saranno fatte, ovviamente, dopo le elezioni. Una vicenda sulla quale il candidato sindaco Cateno De Luca è intervenuto in modo chiaro e netto: “Increbile ma vero -ha affermato De Luca-,  a poco più di quindici giorni dal voto, i vertici dell’Amam hanno promesso 47 assunzioni a partire, guarda caso, dalla prossima estate. È questo il cambiamento promesso da Accorinti? Tentare di strappare il voto a 4.000 disoccupati sfruttando il loro bisogno è un metodo che appartiene alla politica peggiore. Altro che cambiamento. Nella prima Repubblica consegnavano all’elettore una scarpa prima e l’altra dopo le elezioni. I sostenitori di Accorinti, invece -conclude De Luca-, rinviano all’estate per entrambe: è tutto qui il cambiamento!”.

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