venerdì, Febbraio 22

Operazione “Succhi d’oro”, la Guardia di Finanza ammanetta un consigliere comunale

I finanzieri del Comando Provinciale di Messina, hanno arrestato il 58enne Salvatore Imbesi noto imprenditore barcellonese operante nel settore agrumicolo e consigliere comunale del Comune di Barcellona P.G. Effettuato  il sequestro preventivo per circa 10 milioni di euro su quote sociali, conti correnti, disponibilità finanziarie e immobiliari riconducibili a tre persone indagate ed alla società coinvolta nella frode. I reati ipotizzati sono truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, riciclaggio, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Le indagini svolte, avrebbero permesso di scoprire un complesso sistema di false fatturazioni – posto in essere, principalmente, attraverso due società del barcellonese, una operante nel settore agrumario e l’altra in quello edile, entrambe riconducili a Salvatore Imbesi- finalizzato sia all’evasione delle imposte sia all’ottenimento, indebito, di un finanziamento comunitario per un importo complessivo di circa 5 milioni euro. Gli accertamenti svolti avrebbero consentito di verificare che le due società, riconducibili ad Imbesi, al fine di percepire indebitamente il predetto contributo comunitario, hanno documentato una serie di rapporti commerciali mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e fornito una falsa rappresentazione degli investimenti riguardanti l’ampliamento e l’ammodernamento di un impianto di trasformazione agrumaria. Inoltre, allo scopo di evadere il fisco, le predette società avrebbero simulato l’effettuazione di rapporti commerciali fittizi riguardanti la compravendita di agrumi, documentati attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture relative ad operazioni inesistenti. Le indagini finanziarie svolte sui conti correnti bancari degli indagati e delle società coinvolte hanno consentito, tra l’altro, di accertare l’ipotesi del reato di riciclaggio in capo al figlio di Imbesi, socio unico di una delle società coinvolte.
L’operazione di servizio conferma il costante impegno della Guardia di Finanza quale organo di polizia economico-finanziaria a tutela della spesa pubblica nazionale ed europea e del bilancio nazionale, nonché l’impegno nello svolgimento di investigazioni in maniera trasversale e contestuale nei diversi settori di competenza istituzionale.

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