domenica, Luglio 5
Shadow

Sold out per il duo Solenghi-Lopez al Teatro Vittorio Emanuele di Messina

Massimo Lopez e Tullio Solenghi tornano insieme sul palco dopo 15 anni come due vecchi amici che si ritrovano, in uno show di cui sono interpreti, registi ed autori, accompagnati in scena dalla Jazz Company del maestro Gabriele Comeglio. Per la prima cittadina, al Vittorio Emanuele si è registrato l’atteso tutto esaurito.

,In due ore il duo ha espresso gran parte del loro vasto e divertente repertorio, che li ha resi protagonisti con il Trio – insieme all’indimenticata Anna Marchesini – protagonisti indiscussi della comicità televisiva negli i anni  ’80 e ’90.

Due attori dalla battuta facile, abili a stimolare la risata semplice, immediata, istintiva.

Magari non ad ogni battuta, per i più giovani che non conoscono appieno il loro bagagliaio artistico, magari perché qualcuna è troppo scontata o troppo volte vista e rivista.

Croce e delizia dello spettacolo risulta espressamente l’aspetto revival e nostalgico delle caricature e della satira di riferimento, con l’aggiunta di alcuni innesti divertenti e contemporanei.

Complici le esilaranti imitazioni di Patty Pravo e Costanzo, Paoli e Vanoni e i papi stranieri, l’Amleto multilingue ed il Barbiere di Siviglia (un po’ meno Baudo, più simile ad un Corrado), il duo Lopez Solenghi, libera la risata spontanea, immediata, fra avanspettacolo e siparietti televisivi con intermezzi musicali quali Bublè, Modugno e Sinatra, cavalli di battaglia di Massimo Lopez.

In un ritmo serrato e senza intervallo, tra prese in giro reciproche ed una collaudata e sincera sintonia, riescono a mantenere lo spirito del loro storico trio nonostante l’ingombrante assenza di Anna, in realtà presente e non solo nel ricordo, ma con un toccante omaggio nel finale, delicato, sincero e doveroso per questa “reunion” in scena da oltre due anni e con successo i tutti i teatri del Belpaese.

Chi li conosce da tempo, può riconoscervi il marchio di fabbrica, ma pur non  rimanendo totalmente fedeli a se stessi, si ha tuttavia la percezione che si ripetano o che risulti poco contemporanea, ad eccezione del pezzo sull’immancabile satira politica ed  il numero conclusivo sul gioco di parole sui nomi di alcune località siciliane.

Nel complesso uno show in cui si ride di gusto, con leggerezza e padronanza della scena, privo di alcuna volgarità, nel perfetto imprinting della comicità eclettica e graffiante di un tempo di cui tuttavia non riusciamo o non vogliamo liberarci del tutto.

Per chi non volesse perderselo, si replica sabato e domenica.

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