giovedì, agosto 16

Tindari, sabato 11 agosto al Teatro greco i Carmina Burana di Orff

La Camerata Polifonica Siciliana inizia i festeggiamenti del trentesimo anniversario dalla fondazione al Teatro Greco di Tindari che sabato 11 agosto (alle ore 21) farà da scenario naturale ai “Carmina Burana”, la cantata profana di Carl Orff nella versione per soli, coro, pianoforti e orchestra di percussioni. La cantata scenica, inserita nella programmazione del 62° Tindari Festival promosso dal Comune di Patti e diretto da Anna Ricciardi, vedrà in scena il Coro Lirico Siciliano, l’Ensemble di Percussioni Officina del Ritmo dei fratelli Minuta, il Coro di voci bianche “I Piccoli Cantori” diretti da Salvina Miano, con i pianisti Gianfranco Pappalardo Fiumara e Roberto Carnevale (che hanno eseguito i Carmina Burana più volte, presentandoli recentemente anche in Canada) e i solisti Alexandra Oikonomou soprano, Massimiliano Giusto tenore, Salvatore Todaro baritono.
Sul podio ci sarà il M° Giovanni Ferrauto, direttore artistico della Camerata Polifonica Siciliana che, con questa nuova produzione inaugura una nuova collaborazione con il Coro Lirico Siciliano, fondato da Alberto Munafò e diretto da Francesco Costa, atta a sancire un sodalizio artistico fra due delle realtà siciliane che si stanno maggiormente distinguendo. E se la Camerata Polifonica Sicilia, promotrice negli Anni 90 della prima esecuzione a Catania di Carmina Burana nella versione con due pianoforti a sostituzione dell’orchestra, festeggia quest’anno il trentesimo anniversario della fondazione, il più giovane Coro Lirico Siciliano si è rapidamente conquistato negli ultimi anni un ruolo di primo piano nel settore, ponendosi come una delle più valide realtà alternative ai cori dei teatro d’opera.
Carmina Burana è il titolo di un manoscritto duecentesco scritto in un misto di tardo latino e tedesco antico da cui il compositore tedesco Carl Orff, a metà degli Anni Trenta del Novecento, diede vita ad una cantata scenica che ebbe diffusione popolare, soprattutto in Germania ma anche nel resto d’Europa. Eseguiti e rappresentati per la prima volta al teatro dell’opera di Francoforte nel 1937, i Carmina Burana si aprono con un inno alla dea Fortuna, colei che regge le sorti del genere umano e distribuisce il bene ed il male a suo piacimento. Nella prima parte, Primo vere, si celebra il risveglio della natura, mentre nella seconda parte, In taberna, domina una riflessione sul triste destino dell’uomo, caratterizzato dalla fragilità che lo porta a cedere ai vizi e al desiderio di arricchirsi a spese degli altri.
Infine l’ultima parte, Cour d’amours, è dedicata al tema dell’amore e chiude l’opera con un inno alla dea Venere. Altissimo il livello del cast, a partire dai solisti: dal baritono Salvatore Todaro, più volte scelto dallo stesso Teatro Massimo Bellini di Catania a interpretare lo stesso ruolo,  al tenore Massimiliano Giusto, fino al soprano tedesco, di origini greche, Alexandra Oikonomou, recentemente protagonista al Teatro Massimo Bellini di Catania di un’ottima Petite Messe Solennelle rossiniana.

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