martedì, ottobre 23

Write, Una giornata nel Monastero di Mandanici per far rivivivere il teatro

Tra le pietre che parlano d’un passato lontano, ci si sveglia nel Monastero di Mandanici e, durante la mattinata, si scrive. I drammaturghi, scelto il tema della giornata, imbastiscono le trame sulle quali nel pomeriggio registi e attori lavorano per la mise en espace, fine ultimo di quella interazione tra artisti sulle quali punta la residenza internazionale di drammaturgia Write.
Il direttore artistico Tino Caspanello, affiancato da Cinzia Muscolino nell’organizzazione di questa grande macchina che è partita per il terzo anno, pianifica e supervisiona il lavoro. Mentre Vincenza Di Vita si occupa del coordinamento, insieme alle studentesse del DAMS di Messina, di foto, video e interviste, quotidianamente redigendo diari di drammaturgia.
Poco tempo per le prove. Tutto ciò che serve deve essere recuperato alla svelta, si tratti di una benda per gli occhi o di una sedia particolare.
Copione in mano, le prove cominciano dopo l’imprescindibile confronto tra drammaturgo e regista.
Due spettacoli al giorno, da allestire in fretta e da adattare allo scenario entro il quale saranno rappresentati.
Non v’è ansia però. Tutto procede serenamente e ciascun artista mette al servizio del gruppo la propria esperienza, senza quei deliri d’onnipotenza e quelle nevrosi che per pregiudizio molti ascrivono a questo mondo.
E frutto di un lavoro a più mani sono stati anche i brani che ogni sera il cantautore Giuseppe Di Bella ha eseguito a conclusione degli spettacoli.
Questo e molto altro è Write, cui i partecipanti delle passate edizioni restano legati al punto di tornarvi, anche solo per respirare quell’aria di teatro e parole che altrove si perde negli anfratti delle compagnie, degli ossimorici confini spaziali dell’arte, quando non addirittura nell’isolamento degli artisti che costituisce una generale sconfitta.
Qualcuno sostiene che il teatro sia morto. Eppure qui, nel Monastero di Mandanici dove ha luogo la residenza di drammaturgia, il teatro sembra essere più vivo che mai. A riprova di quanto fondamentale sia l’incontro tra chi lo alimenta, lo arricchisce, lo ama.

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